Stare nel corpo, incontrare l'altro, connettersi con un piccolo gruppo.
Le mie cose più vere per prima le ho dette "per finta".
Ho iniziato, come tutti, con le recite da piccola all'asilo. Alle elementari mi iscrivevo ogni anno a dei laboratori scolastici pomeridiani di teatro e di scenografia (i famosi "PON", da piccola pensavo che PON significasse laboratorio; anni e anni per scoprire che è l'acronimo di un progetto europeo).
La recitazione mi piaceva tantissimo e quindi in quinta elementare e prima media ho fatto parte di una compagnia teatrale di bambini che proponeva classici spettacoli napoletani, la compagnia stabile dei ragazzi Felippo Sgruttendio de Scafato.
Qui l'invito per Gennariello di Eduardo De Filippo; io interpretavo Annamaria :)
Ho ricominciato teatro, dopo il trasloco, alle superiori. Ho frequentato una scuola bellissima che proponeva tantissimi progetti pomeridiani extra-curriculari e ben tre laboratori di teatro: Shakespeare in inglese, il progetto Insuperabili, e Peso Specifico Teatro. Quest'ultimo in particolare, per me, è stato salvifico. Le insegnanti, Roberta e Alessandra, laureate in teatro e in psicologia, hanno creato un approccio unico: il TAI (Teatro Armonico Integrato) è più che recitazione, è espressione, scoperta e cura di sé e dell'altro.
Non avevamo mai un copione, lo spettacolo di fine anno nasceva da un tema e da quello che noi ragazzi portavamo fuori durante gli incontri. Sono stati cinque anni intensi e ricchi.
Poi c'è stato il covid.
Riprendere i laboratori di teatro con Peso Specifico è stata la mia migliore scelta degli ultimi anni. Ancora una volta, è stato salvifico: mi ha aiutata a ritrovare me stessa.
Il primo spettacolo che abbiamo portato in scena è una rivisitazione dell'Iliade. Con il metodo TAI, abbiamo portato in scena noi stessi e i nostri drammi, i drammi e i nomi della nostra epoca. Abbiamo avuto l'occasione di essere inseriti in diversi eventi e cartelloni del mese delle pari opportunità e portare in giro per l'Emilia Romagna la nostra Iliade, con la mia Cassandra. Mi colpisce sempre il modo in cui, a fine opera, gli spettatori si congratulavano per le nostre capacità attoriali e le lacrime che sembravano vere. Il punto è, rispondevo io, che le lacrime erano vere! Con il training fatto dalle insegnanti e registe, ogni cosa espressa era un racconto sincero venuto fuori da una meditazione guidata. Ogni lutto è un vero lutto, ogni amore è un vero amore, ogni personaggio è costruito ad hoc sulla base di quello che avevamo da esprimere.


L'anno successivo abbiamo voluto sperimentare per la prima volta con un copione esterno, rappresentando l'ultimo dramma teatrale di Luigi Pirandello, I giganti della montagna. Volevamo studiare e portare in scena, in particolare, il messaggio che io sono l'altro, io posso essere l'altro, sempre; che è possibile recitare parole altrui e sentirle mie ugualmente. Per cui, ad ogni cambio dei tre atti, ci svestivamo e scambiavamo i costumi in scena, cambiando personaggio. Come l'anno precedente, abbiamo inserito dei riferimenti alla contemporaneità, chiudendo con una scena di un bombardamento, da cui ci risolleviamo portando ognuno una lettera che forma un "cessate il fuoco", nei colori della bandiera palestinese.

Peso Specifico Teatro organizza da anni anche il progetto Linfa. Si tratta di un ritiro estivo, un intensivo di teatro, in cui si fanno meditazioni teatrali guidate, forest bathing, si canta, si recita, si dipinge, si scrive, si fanno esercizi creativi e di apertura, rituali di cura significativi e ovviamente si ride, si piange e si mangia bene.

Quest'anno non sarò in scena come attrice, ma dietro le quinte come aiuto regia. Nell'ultimo anno sono entrata a far parte della compagnia in tutti i suoi altri progetti e spettacoli, oltre ai laboratori, come aiuto trucco e parrucco e nella gestione dei social. Questo capitolo è ancora aperto.
Quest'anno ho anche fatto la mia prima piccola esperienza nel cinema! Sono una comparsa in Campioni di Jacopo Bonvicini con protagonista Alessandro Gassmann.
Dai miei ringraziamenti della tesi: "Grazie a Robbi, Maddi, Grazia, Lori, Matti, Ale e tutti gli altri di Peso Specifico Teatro, perché mi hanno aiutata a trovare me stessa e sentirmi leggera e libera e sì, anche più stanca a lezione il giorno dopo, perché restavamo sempre a chiacchierare fino a tardissimo, però ogni volta ne è valsa la pena. Mi hanno visto attraverso e mi hanno ricostruita un pezzetto alla volta, un po' cercandoli e raccogliendoli intorno a me e un po' dandomi pezzi di loro. Grazie per avermi ascoltata, per le cene di condivisione, per aver portato il sacro nella mia vita, per aver donato a me e a tutto il gruppo tanto di voi ad ogni lezione, per avermi mostrato che posso esistere così e per avermi messo dell'aria nei polmoni, non mi ero neanche accorta di aver smesso di respirare. Mi viene sempre difficile fare scene, lezioni o improvvisazioni drammatiche perché sono così intensamente felice di stare con voi a fare quello che facciamo che proprio non riesco, la gioia mi esce fuori a ondate."